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Elettrodotto, Pd: «Perrone sposta i problemi per poi fingere di risolverli»

La lettera con cui il sindaco Luigi Perrone ha chiesto alla società "Terna" di redigere il progetto per l’interramento dell’elettrodotto è definita una «inversione di marcia»

22/02/2012
di La Redazione
Una simulazione della delocalizzazione dell'elettrodotto

Una simulazione della delocalizzazione dell'elettrodotto
Foto: © n.c.

Pochi giorni fa, con una lettera formale, il sindaco Luigi Perrone ha chiesto alla società "Terna" di redigere il progetto per l’interramento dell’elettrodotto che attraversa la zona 167, nei pressi di via Massarenti e via Prenestina.

Una mossa che il Pd di Corato definisce una «inversione di marcia», spiegando gli eventi che hanno caratterizzato la vicenda.

«Appresa l’inversione di marcia del funambolico Perrone - scrive il Pd - non possiamo esimerci dal ristabilire la verità degli eventi, tanto al fine di invitare l’attuale Giunta Perrone ed annessa maggioranza a prendere atto di un ulteriore fallimento, probabilmente il più clamoroso.

Nel 2006 l’Amministrazione commissionava a Terna s.p.a. la elaborazione di un progetto, con relativo preventivo di spesa, per l’interramento dell’elettrodotto di Via Predestina e via Massarenti. Terna s.p.a., con un elaborato protocollato il 3.8.2006, progettava di realizzare, attestandone la fattibilità e determinandone il relativo costo, una variante in cavo della “linea elettrica 150 kv Bari Ind.le2 – Corato” della tratta compresa tra i sostegni n. 830 e 838; costo dell’opera 2.370.000 euro oltre Iva.

L’11 maggio 2007 il sindaco Perrone, con il supporto del Prof. Schittulli, attuale Presidente della Provincia di Bari, e del prof. Assennato, Direttore Generale dell’Arpa, si premurava di convincere la cittadinanza che a Corato non vi era una particolare incidenza di decessi causati da tumori, aggiungendo che i campi elettromagnetici - causati in primis dall’elettrodotto di via Predestina e via Massarenti - non dovevano giustificare alcuna preoccupazione da parte dei cittadini.

Ma, il 14 maggio 2007, quindi dopo solo 3 giorni, il consiglio comunale approvava il Programma integrato di riqualificazione delle Periferie (P.I.R.P.) denominato “Area di collegamento tra il  Centro storico e la zona 167”, piano che aveva come finalità primaria l’interramento dell’elettrodotto di via Prenestina e via Massarenti.

Si prevedeva che l’opera primaria, ovvero l’interramento dell’elettrodotto, dovesse essere realizzata con fondi privati rivenienti dalla cessione di suoli per la realizzazione di alloggi di edilizia convenzionata e sovvenzionata.

Ebbene, la Regione Puglia finanziava il piano, assegnandogli un punteggio elevato considerata l’opera di interramento che avrebbe finalmente risolto il pluridecennale problema legato alla salubrità ambientale legittimamente lamentato dai cittadini residenti.

Per l’effetto, il ridetto PIRP, candidato nel maggio 2007, diventava oggetto di un accordo di programma tra Comune e Regione ratificato con delibera del Consiglio Comunale del 25.2.2010. Quando tutto sembrava ormai avviato ad una soluzione, ecco il colpo di scena.

La funambolica giunta Perrone cambiava radicalmente parere e l’interramento si tramutava in una delocalizzazione (spostamento) della linea elettrica.

Invero, in data 22.1.2008 il Comune e Terna s.p.a., proprietaria delle rete elettrica, avevano sottoscritto un protocollo d’intesa in virtù del quale si stabiliva che l’elettrodotto dovesse essere delocalizzato in una zona a monte del centro urbano, comunque interessata da abitazioni ed anche da attività produttive, la cui esistenza veniva irresponsabilmente ignorata dalla Giunta Perrone.

Quindi, in pratica quello che sembrava essere un problema finalmente e giustamente risolto, diventava un problema semplicemente spostato.

Nella seduta del Consiglio comunale del 25.2.2010 i consiglieri comunali del PD chiedevano garanzie in merito alla fedele attuazione del PIRP, con particolare riferimento all’interramento; nessuna risposta perveniva da parte dell’amministrazione.

Interpellato sulla questione, l’Assessore Regionale competente, la dott.ssa Angela Barbanente, dichiarava che “il Programma PIRP promosso dalla Regione aveva alla sua base tre parole chiave: sostenibilità, integrazione e partecipazione.

La storia dell’elettrodotto di Corato  tradisce sotto tutti e tre i profili lo spirito del PIRP. Innanzitutto perché l’interramento dell’elettrodotto, proprio perché orientato alla salvaguardia dell’ambiente e della salute, rispondeva alle finalità del PIRP;  per il secondo aspetto perché l’integrazione di risorse pubbliche e private nell’ambito del PIRP aveva consentito di finanziare l’interramento dell’elettrodotto; infine, ma non meno importante, perché i cittadini che hanno partecipato alla formazione del PIRP si sono espressi sull’ipotesi di interramento e tradire la fiducia degli abitanti è la migliore premessa per decretare il fallimento della partecipazione civica, tanto importante per riportare qualità nelle nostre città. Occorre dunque che l’amministrazione faccia chiarezza su questi punti per dovere di rispetto nei confronti dei cittadini prima ancora che nei confronti della Regione Puglia.”

Nel frattempo si ampliava il dissenso del fronte cittadino che chiedeva (e chiede) l’interramento dell’elettrodotto.

Ciò nonostante, la silente Giunta Perrone, dopo aver offerto nel 2008 su di un piatto d’argento a Terna la delocalizzazione, il 9.6.2010, in un estremo tentativo di ripulirsi la coscienza ed al solo (vano) fine di silenziare opposizione e cittadinanza, chiedeva a Terna di vagliare nuovamente l’ipotesi interramento; ne otteneva una risposta di impraticabilità tecnica dell’opera, risposta tanto singolare quanto sorprendente visto, nel 2006, come già ricordato, Terna presentava un progetto finalizzato all’interramento della medesima linea elettrica. Tali incongruenze non venivamo minimamente stigmatizzate dall’amministrazione che ancora una volta non si dimostrava all’altezza della situazione.

Quindi, non solo la giunta Perrone ignorava la sonora e legittima bacchettata ricevuta dall’Ass. Barbanente; per di più, per bocca del sindaco non perdeva occasione, anche in sedi pubbliche, per sminuire le istanze dei cittadini, talvolta irridendoli, favorendo così la strada della delocalizzazione.

Siamo ai giorni nostri.

Sempre l’acrobata Perrone pare abbia nuovamente cambiato idea invitando Terna s.p.a. all’interramento. Non possiamo che esprimere soddisfazione e compiacimento innanzi ad una persona che, seppur tardivamente, ammette i propri errori.

Ma trattandosi di un pubblico amministratore, dopo il compiacimento, non possiamo che invitare il sig. Perrone a chiedere scusa a tutta la città per tutto il tempo che le sue sconsiderate virate hanno imperdonabilmente fatto perdere; l’ulteriore e finale appello è quello a defilarsi definitivamente,  tentando, nelle more, di arrecare meno danni possibili alla collettività.

Con l’occasione ribadiamo tutto il nostro impegno a fronteggiare la situazione, invitando il sig. Perrone ad astenersi dal diramare inutili proclami propagandistici; piuttosto suggeriamo di far correggere le tavole grafiche su cui inizia a delinearsi il nuovo Piano Urbanistico Generale (su cui è già presente il nuovo elettrodotto delocalizzato) e di ripartire dalle linee programmatiche del PIRP, all’interno del quale, peraltro, l’opera in oggetto trovava integrale copertura finanziaria».

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I commenti degli utenti

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al65

Le amministrazioni di tutte le città, che si sono confrontate con un problema di questo tipo, hanno avuto enormi difficoltà nel trovare la soluzione. Esistono città che il problema non se lo pongono, altre che non riescono pur volendo ancora a risolverlo, altre ancora che l'hanno risolto grazie ad una volontà precisa e determinata dell'amministrazione che insieme ai cittadini tutti, ha cercato e trovato la soluzione idonea al proprio territorio. La vicenda di Corato non è andata, fino ad oggi, per il verso giusto per motivi di varia natura, la speranza è che si sia imboccata la via giusta per la soluzione del problema che per Corato si chiama "INTERRAMENTO". Ben vengano quindi tutti i contributi le attenzioni e le collaborazioni, utili ad ottenere il risultato che sarà a beneficio del paese e non certo del singolo politico o cittadino che sia. La fine di questa storia arriverà ed ognuno dei protagonisti ne sarà, nel bene o nel male, responsabile e dovrà darne conto per sempre

il 22 febbraio 2012 alle 14:53